“Sconfiggere il nemico senza combattere è la massima abilità”. La modernità militare, psicologica ed ambientale di Sun Tzu già 2500 anni fa.

SamuraiQuesta storica frase, proveniente dall’Arte della Guerra del grande stratega Sun Tzu, offre parecchi spunti di riflessione personale.

Sinceramente la reputo una “perla” in questo grande libro cinese che, oltre ad essere uno dei più antichi manoscritti mondiali riguardanti la guerra, ci presenta anche la situazione culturale cinese, nonché quella politica, economica, letterale e filosofica dell’epoca.

ASPETTO E SIGNIFICATI DEL TRATTATO:

Il trattato è diviso in dodici parti:

  • I. Valutazioni di base (Ji)
  • II. Conduzione del conflitto (Zuozhan)
  • III. Pianificazione dell’attacco (Mougong)
  • IV. Disposizioni (Xing)
  • V. La forza (Shi)
  • VI. Vuoti e pieni (Xushi)
  • VII. Manovre di eserciti (Junzheng)
  • VIII. Le nove variabili (Jiubian)
  • IX. Muovere l’esercito (Xingjun)
  • X. Conformazione del terreno (Dixing)
  • XI. I nove terreni (Jiudi)
  • XII. Attacco col fuoco (Huogong)
  • XIII. L’uso delle spie (Yongjian)

Vi fornisco inoltre una fotografia (prelevata da Wikipedia) dell’originale dell’Arte della Guerra di Sun Tzu. Questa foto risulta essere molto affascinante sul piano fonetico della lingua ma soprattutto su quello estetico delle parole e del tipo di scrittura dell’epoca.

A livello filosofico invece il trattato, come detto prima, offre parecchi spunti di riflessione. E’ interessante notare come questo abile stratega riesca a spiegare principi balistici ora assolutamente sofisticati, tramite l’uso di semplici metafore, spiegazioni filosofiche o grazie ad aforismi personali. Vediamone qualche esempio significativo:

“Sconfiggere il nemico senza combattere è la massima abilità”.

Il passo scelto per primo è anche quello che ho scelto intenzionalmente per il titolo di questo post. Tramite questo aforisma Sun Tzu afferma uno dei principi chiave per poter vincere abilmente in una guerra. Si può esprimere meglio in termini prettamente più simili al mondo militare nel seguente modo: “La suprema abilità consiste nel piegare la resistenza del nemico senza combattere”.

Di suprema importanza per Sun Tzu è sconvolgere la strategia del nemico. In secondo luogo occorre spezzare le sue alleanze e poi, ma solo come scelta estrema, attaccare il suo esercito e assediare le città fortificate. L’approccio che consiste nel conquistare intero e intatto il nemico si concentra per prima cosa sulla strategia dell’avversario, cercando di far crollare la coerenza dei suoi piani: si tratta di una battaglia che si svolge interamente a livello mentale. La seconda mossa consiste nel dividere gli alleati del nemico, ovvero i legami che tengono insieme il suo mondo. Solo in seguito potrà essere utile impegnare le forze del nemico secondo i metodi militari convenzionali: l’assalto basato sulla mera forza costituisce la strategia meno efficace. Questo modo di fare la guerra protegge in definitiva l’integrità dello stato, cercando più la vittoria che la conquista. [Oscar Mondatori, Milano 2003]

Un altro passo significativo dell’opera:

“Lo schieramento è come l’acqua: la natura dell’acqua è abbandonare l’alto e raccogliersi in basso, la natura della forza dello schieramento è ritirarsi dal pieno e scagliarsi contro il vuoto. La terra determina il corso dell’acqua, il nemico determina la vittoria”.

Questa importante spiegazione è d’uso anche oggi nelle migliori accademie di Arti Marziali, dove viene appresa l’arte dell’autodifesa dal punto di vista fisico e psicologico. Tramite una lunga metafora, Sun Tzu spiega un principio fondamentale dell’attacco militare. L’autore paragona l’acqua alla forma e alla strategia che tutti noi dobbiamo attuare in situazioni di difficoltà, che si tratti di una guerra dal punto di vista militare e non.

La configurazione tattica strategica abbandona il sostanziale per immergersi nel vuoto. Come fa l’acqua che, quando scorre si conforma perfettamente alle fessure e alle inclinazioni del terreno, in questo modo noi dovremo attuare la nostra personale strategia di guerra, che consiste nell’adattarsi, nel conformarsi ai movimenti del nemico.

In effetti, la strategia non segue una linea di tendenza costante, e l’acqua non possiede una configurazione costante. Dunque, coloro che sono in grado di conformarsi alle trasformazioni e ai mutamenti del nemico per ottenere la vittoria, vengono definiti “shen”. Questo termine, che letteralmente significa “spirito” o “soprannaturale”, definisce l’estrema capacità di adattamento, il trasformismo inesauribile, che il condottiero ideale deve possedere quale dote imprescindibile per conseguire la vittoria finale. [Bur, Milano 2006]

Un ultimo passo su cui vorrei portare la vostra attenzione è quello relativo all’analisi dell’aspetto psicologico del gruppo che, secondo Sun Tzu, assume uno dei ruoli fondamentali in una guerra:

“Ma se sei indulgente, e incapace di fare sentire la tua autorità; se sei di buon cuore, ma non fai eseguire gli ordini che hai dato; e se sei incapace, per di più, di reprimere i disordini, allora i tuoi soldati devono essere paragonati a bambini viziati; sono inadatti a qualsiasi scopo utile”.

La frase si commenta da sé. A primo sguardo può apparire semplice e priva di significati autentici, ma riflettendoci un attimo scopriamo che la verità è proprio il contrario di ciò che abbiamo pensato. L’autore, tramite questo aforisma, esprime come ci si debba comportare a livello psicologico (e non più sul piano prettamente militare) con il proprio gruppo di attacco. La verità, la giusta scelta non è posta agli estremi, ma nel mezzo. Serve “buon cuore” per gestire un esercito, ma si necessita anche di far sentire la propria autorità di generale e di leader. Se si tratta il proprio gruppo all’opposto, dice Sun Tzu, l’esercito è paragonabile a “bambini viziati; sono inadatti a qualsiasi scopo utile”.

Dimenticavo di dire una cosa fondamentale della mentalità di Sun Tzu. Questo abile stratega non solo ha analizzato l’aspetto militare, filosofico e psicologico nei minimi dettagli, ma è stato anche un abile “scienziato” dell’epoca, analizzando dettagliatamente la conformazione del terreno che lo circondava:

Sun Tzu disse: “Queste sono le configurazioni del terreno: terreno che consente la comunicazione, terreno incompleto, impraticabile, angusto, pericoloso e troppo esteso”.

Afferma Sun Tzu nella prima legge del decimo capitolo: “Si possono distinguere sei tipi di teatri operativi (forme del terreno), e cioè: teatro accessibile, teatro difficoltoso, teatro di attesa, passaggi stretti, alti precipizi, teatro a grande distanza”. I “teatri” citati nel titolo del capitolo sono i “terreni”, ai quali occorre di volta in volta adeguarsi per conseguire il successo nell’azione militare. Occorre forse un momento di riflessione per trasporre la descrizione dei vari tipi di terreno ad altri contesti, ma il punto principale rimane il rapporto tra chi è impegnato nell’azione e i modelli socio psicologici ambientali. Il condottiero, infatti, deve sempre tenere presente che le deficienze organizzative gli possono essere fatali. [Guida Editore, Napoli 2005]

 

Per questi e per molti, moltissimi altri aspetti ed insegnamenti situati ne “L’arte della guerra” di Sun Tzu, questi consigli e teorie sono state riprese diverse volte nel mondo moderno in cui siamo abituati a vivere tutt’ora. Igor Ansoff pubblicò una delle sue opere più famose, basate proprio sull’Arte della Guerra: Strategic Management. Adattando la filosofia antica di Sun Tzu alle moderne aziende internazionali, questo libro è divenuto uno dei pilastri del business e dell’economia mondiale. In Italia è famoso il libro di Livio Buttignol, ovvero la reinterpretazione passo passo dell’Arte della guerra, adattata e riletta a uso dei moderni manager professionisti.

jpgIl percorso di lettura qui proposto da Buttignol riprende gli insegnamenti dello stratega cinese per applicarli con sorprendente pertinenza, alla luce di una esperienza manageriale lunga e di alto livello, al mondo del business di oggi.
Si nota però che l’autore non scrive questo libro solo per fini economico-commerciali. Infatti il libro ha in sé spiegazioni dettagliate sulla filosofia che raccoglie in se l’antico testo cinese dell’Arte della Guerra. La guerra in sé ed il suo linguaggio vengono spiegate secondo le tradizioni cinesi, secondo il loro modo di comportarsi e le loro abitudini nello scrivere e nel pensare. La via filosofica sul piano morale ed etico svolge il ruolo di guida all’interno di quest’edizione rivista da Buttignol. Questo libro, seppur riguardante una rivisitazione dell’originale di Sun Tzu non sminuisce per nulla il testo antico, ma anzi riesce a districarsi in una sorta di traduzione dell’antico trattato cinese della guerra per il modus operandi della società moderna.

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One thought on ““Sconfiggere il nemico senza combattere è la massima abilità”. La modernità militare, psicologica ed ambientale di Sun Tzu già 2500 anni fa.

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