La figura di Shangdi dall’antichità ai nostri tempi

shangdiShang Di fu, secondo i reperti e le testimonianze archeologiche giunti a noi , la prima figura mitica e divinizzata simile ad un “Dio” a partire dall’antica dinastia Shang.

E’ interessante scoprire come, nella storia cinese arcaica, questa figura sia stata divinizzata per diverse questioni legate al culto degli antenati e ai riti ultraterreni.

Partendo dalle origini della dinastia Shang le figure divine non esistevano, erano praticati riti sacrificali compiuti da sciamani “illuminati” abili mediatori tra vivi e morti.

Bisogna innanzitutto ricordare che nelle dinastie Xia e Shang le comunicazioni con gli antenati e con l’oltretomba per decretare aspetti concreti e futuri tranquilli per la società erano continui e molto frequenti. Si poteva ottenere, tramite  la divinazione con i riti sacrificali, risposte in merito alle campagne militari, alle scelte politiche da attuare in quell’anno, al tempo, ai lavori da effettuare, all’agricoltura e tutto ciò che circondava la società dell’epoca. Ovviamente l’importanza centrale di questi riti la svolgevano gli animali e, tramite essi, il rito si concretizzava.

In seguito i rituali passarono tra le mani di cerchie ristrette e furono monopolizzate per far sì che gli antenati di stirpe reale prevalessero su tutti gli altri. Da qui nacque approssimativamente la figura di Shangdi (Di che sta in alto). Tuttavia nei riti Shang non ci si rivolgeva a lui in modo diretto, ma si chiedeva agli antenati defunti di fare da intermediari con lui per far evitare catastrofi e mala sorte nello stato.

La figura di Shangdi non era altro che un antichissimo antenato della civiltà Shang, divenuto poi la vera e propria divinità irraggiungibile di questa stirpe.

Con l’arrivo della dinastia dei Zhou, Shangdi divenne l’equivalente di Tian, il dio che conferiva ai sovrani il mandato celeste (tianming), secondo il quale veniva deciso chi aveva il diritto di governare sulla popolazione.

La differenza che cogliamo di queste due civiltà è che i sovrani Shang non comunicavano mai direttamente con il Dio ma si rivolgevano agli antenati, prendendo così un carattere divino. I Zhou ricevevano solo un mandato dal Tian e la separazione con gli antenati divenne netta.

Sotto la dinastia Han invece la figura di Shangdi si fonde con altri nomi di dei quali Ma Rong, Taiyi, Il Cielo, ecc. e la sua condizione diventa più effimera e meno chiara. Via via nel tempo Shangdi/Cielo si è arricchito di una dimensione di creatore sconosciuta fino alla fine degli Han, ispirata ai miti d’origine indiana o taoista come Pangu o i Tre Puri, come testimonia un saluto fatto a Shangdi nel Tempio del cielo, dall’imperatore Jiajing (嘉靖) (1521 – 1566 ) della dinastia Ming. Il suo ricordo si è conservato grazie ai testi e ai rituali del Confucianesimo fino, addirittura, al 1904.

Molti protestanti del sud della Cina nel XIX secolo a scegliere come parola “Shangdi” per indicare il Dio. I missionari del nord arrivati all’inizio del XX secolo preferirono utilizzare il termine “Shen” (神), sempre simile alla parola Dio. Shangdi quindi indica Dio di tipo abraamico e il suo concetto equivalente in filosofia.

 

 

Fonti:
Storia della Cina (Sabattini/Santangelo)
Wikipedia.org
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