L’importanza dell’atteggiamento marziale

atteggiamento marzialeSicuramente molti di voi si saranno chiesti almeno una volta quale fosse l’atteggiamento giusto da seguire quotidianamente nella vita: Ebbene, oggi vorrei parlarvi dell’atteggiamento marziale.

Prima però vorrei ringraziare il mio maestro, che ci ha sempre spronato e caricato affinché tutti gli allievi si comportassero come veri e propri Artisti Marziali non solo in palestra, ma ovunque!

Ma passiamo alla spiegazione. Vi starete chiedendo: cosa si intende per atteggiamento marziale e soprattutto, come si applica nella vita di tutti i giorni?

Il tutto sta nel modo in cui vediamo il mondo che ci circonda da quando iniziamo la giornata fino alla sua conclusione. L’atteggiamento marziale è chiamato in vari nomi, a seconda delle scuole in cui viene insegnato (Aikido, Kung Fu, Karate, ecc) e può essere riassunto con le parole “sicurezza”, “semplicità”, “fermezza”, “vigore”.

Innanzitutto l’atteggiamento marziale può essere praticato da chiunque. La parola infatti, deriva sì da “Arti Marziali”, ma non serve essere praticanti per poterlo mettere in pratica.

Fatta questa premessa importante, per rendere meglio l’idea vi racconterò un episodio a cui ho assistito di recente, che riassume in sé l’applicazione dell’atteggiamento marziale: Durante una dimostrazione di una certa scuola di arti marziali, ho notato e mi è stato fatto notare qualche errore in fase di svolgimento di un determinato esercizio o forma (anche detto Kata in giapponese).

C’erano due praticanti che svolgevano lo stesso esercizio commettendo qualche piccolo errore, tuttavia il primo dei due è rimasto fermo e fisso ed ha continuato a praticare la forma come se nulla fosse successo. Il secondo invece ha fatto subito capire al pubblico che era in fallo e si è ripetutamente fermato, abbassando la testa, per poi continuare a svolgere l’esercizio.

Risultato: Il primo agli occhi del pubblico in sala è risultato molto bravo e capace, proprio grazie al suo atteggiamento interiore, stabile e fisso. Quanto al secondo, parte del pubblico si è accorta dei suoi errori, reputandolo inferiore.

Cosa è successo: Bisogna sapere che l’impressione per le persone è tutto. Dei due praticanti citati sopra, entrambi avevano sbagliato più o meno le stesse cose, ma il pubblico si è lasciato “ubriacare” dall’espressione convinta e vigorosa del primo, al punto di reputarlo migliore del secondo, il quale si è demoralizzato subito.

Atteggiamento marziale non significa mascherarsi, ma anzi riscoprire sé stessi facendo emergere dalla nostra figura la tranquillità, la forza e la sicurezza in tutto ciò che ci troviamo ad affrontare nella vita quotidiana.

Questo atteggiamento non serve, lo dico espressamente, per apparire belli agli occhi di qualcuno; ma per migliorarsi interiormente e per farci comunicare con le nostre ansie e le nostre paure, cercando di combatterle utilizzando questo determinato metodo.

“Il viso è calmo, non è rivolto verso l’alto né verso il basso, né di lato, gli occhi chiusi leggermente, senza movimento dei globi oculari, la fronte senza una ruga, le sopracciglia leggermente corrugate, il profilo del naso, diritto, senza troppo rientrare il mento in avanti, la nuca ugualmente diritta, le vertebre cervicali piene di forza. Sotto le spalle cadenti, il corpo è perfettamente rilassato, la colonna vertebrale è in posizione, i glutei rientrati, le ginocchia fino agli alluci, si appongono fortemente al suolo, le anche non sono attorcigliate, il ventre è fermamente arrotondato”. [Miyamoto Musashi]

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